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Oratorio

Orari:
Lunedì - Venerdì:
- 15.00 - 18.00 Doposcuola
- 16.15 - 19.00 Oratorio
Sabato:
- 9.00 - 12.00 Sabato in Oratorio
- 15.00 - 19.00 Oratorio
Domenica:
- 10.00 Santa Messa
- 11.00 - 12.30 Oratorio Festivo
- 15.00 - 19.00 Oratorio Festivo

Parrocchia

Orari Sante Messe:
- Feriali: 7.30 - 8.30 - 18.30
- Festivi: 8.30 - 10.00 - 11.15 - 18.30

Confessioni:
Prima di ogni S. Messa su richiesta a tutti i sacerdoti

Prove Coro:
- Mercoledì: 18.00 - 19.00 (Giovani)

- Domenica: 10.00 - 11.00 (Adulti)


Attività parrocchiali



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Un nuovo "Ritrovo Campisti"
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GMG 2011 a Madrid!
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Un salto nel passato

1918 Come nacque l’opera:

UN INSULTO BENEAUGURANTE

 Un giorno di maggio del ’18, Don Rinaldi, allora Prefetto, ora superiore generale della società salesiana. Con Don Pietro Ricaldone, presentemente vicario e prefetto della medesima società, si erano portati, ragionando, in borgo San Paolo, e si trovavano in Via Frejus nei pressi del corso Racconigi, allora appena tracciato, dov’è ora la fabbrica italiana di pianoforti F.I.P. Il discorso era intorno agli Oratori festivi e al bene ch’essi fanno, e a don Rinaldi venne detto: “Oh, se ci fosse qui un oratorio!”. In quel momento mentre stavano i due degni uomini guardando il sito intorno, ecco una frotta di monellucci grida il “Qua! Qua!”solito a lanciarsi contro i preti per il dispregio. E Don Rinaldi, senza scomporsi e sorridendo: “Sì, sì, qua: ci verremo presto, qua; ci verremo!”

 

 

Pochi giorni dopo si presenta a lui la contessa Teresa Rebaudengo – Ceriana, grande benefattrice di tutte le opere buone, specialmente quelle rivolte al bene delle classi operaie e povere. La generosa donna, profondamente commossa al pensiero che nella borgata san Paolo il male trionfasse così largamente, e che la gioventù dovesse crescere senza alcun avviamento cristiano, proponeva a Don Rinaldi la fondazione di un Oratorio in quei paraggi, mostrandosi disposta a cedere di suo  9000 m2 di terreno per tale scopo!

Don Rinaldi, fatto esaminare il luogo da tecnici competenti, ne ebbe in risposta che là presso era in vendita una vecchia cascina con terreno adiacente di ben 17000 m2. Era appunto quella casa presso la quale aveva esclamato quel giorno di maggio: “se qui ci fosse un Oratorio!”.

 

La somma occorrente era, come si può capire, abbastanza forte. La Provvidenza non mancò. La Contessa pochi giorni dopo si profferiva di fornire quasi intero l’importo,promettendo di completarlo in seguito.

 

L’incredibile

I sacrifici vi furono; ma l’opera si stabili più presto del credibile,ed ebbe raggiunto in breve l’incredibile,quando da voce autorevole fu detto che in poco meno di tre anni quel sobborgo che dava più da pensare ai tutori dell’ordine’era divenuto una delle plaghe più tranquille e più sicure.

 

Il programma  

 

Si progettò l’erezione di una chiesa pubblica, della quale la borgata sentiva il bisogno a causa dell’insufficienza della chiesa parrocchiale alquanto fuori mano e non bastevole per una popolazione così numerosa. La chiesa sarebbe dedicata in titolo alla Sacra Famiglia e svolgerebbe particolarmente la devozione a Gesù Adolescente. I figli di Don Bosco come si sa hanno fretta e non attendono che tutto sia pronto e terminato per procedere con l’inaugurazione: prima cominciano alla meglio, poi inaugurano, completano, finiscono, ripuliscono e perfezionano.

 

20 novembre

Nel pomeriggio del 20 novembre 1918, il salesiano D. Ignazio Bonvicino si incontra con 6 ragazzi che stanno giocando alle birille in un prato vicino. Si mette a giocare con loro, e passo dopo passo, li conduce con sé alla casa; questi, tornati dalla merenda ne portano con sé un’altra decina. Nel mentre, il sig. Simoni, amico e sostenitore del progetto salesiano, con i suoi due figlioli va per i campi a raccoglierne altri, e alle 6 di sera, quando tutti tornano a casa, se ne contano una cinquantina.

Domenica 24 novembre, la prima domenica dell’oratorio festivo, viene preparata una stanza a terreno come se fosse una cappella in cui poter celebrare la S. Messa: erano 72 i ragazzi presenti. Nel pomeriggio erano 200. venivano per giocare: ma il Salesiano parte dal gioco e dall’allegria per andare più in là e quello stesso giorno il Salesiano spiegò loro, con qualche parola, quale fosse lo scopo dell’Oratorio.

 

Intanto il lavoro salesiano proseguiva: la seconda domenica a Messa c’erano 200 fanciulli. Il direttore dell’Oratorio era Don Luigi Varisco.

 

8 dicembre 1918

L’8 dicembre quella “tettoia con pagliaio” divenuta Cappella, decorata più di fede e di speranze che di pitture e di addobbi, accoglieva ora una moltitudine di fanciulli, più di 300, gente del popolo, amici e benefattori. Don Albera, col pianto negli occhi, celebrò la Messa. Parlò con quella dolcezza che lo ha reso indimenticabile a chi lo conobbe; si trattenne dopo con i ragazzi, facendoli rallegrare con qualche regaluccio.

 

 

15 dicembre

il 15 dicembre, i più grandicelli tra gli assidui frequentatori dell’Oratorio, fondarono la prima associazione giovanile col nome di “Circolo San Paolo”, che divenne in breve fiorentissimo.

 

1919: Giochi e Religione

Poiché l’istituzione si chiama Oratorio e le persone sono persone di Chiesa, si potrebbe pensare che il tempo venisse occupato interamente o per la maggior parte da pratiche religiose. No!

Nello stile salesiano c’è spazio per tutto! Il gioco, il divertimento, le passeggiate, gli intrattenimenti, le premiazioni che sembrerebbero bastare a soddisfare tutte le richieste dei giovani e degli adolescenti, in un oratorio di Don Bosco servono per conquistare gli animi per acquistare le anime!

E infatti, l’Oratorio San Paolo vide già dai primi mesi che l’affluenza alle funzioni di Chiesa era grandissima, e cresceva sempre più il numero di Comunioni e Cresime celebrate di anno in anno.

 

Dopo un anno: con l’ottobre-novembre si chiuse il primo anno di vita dell’Oratorio. Quanta strada si era fatta! Là dove nonsi sarebbe creduto possibile vivere neppure un mese, si era potuto vivere e operare intensamente, conquistare la simpatia, il rispetto, si era riusciti a penetrar negli animi dei giovani ragazzi e a stabilire radicata in essi una viva speranza per il futuro.

 

1920

il nuovo anno è ricco di novità e segnato da diversi avvenimenti.

Innanzitutto si assistette alla nascita della “Sezione di cultura religiosa e sociale”, fondata e diretta da Don Bonardi. Si trattava di incontri di confronto riguardo tematiche sociali e religiose che interessavano molto, specialmente la classe povera e operaia. Contribuì ad allargare la visione del mondo presente, a creare nuovi punti di vista ead arricchire l’educazione intellettuale della gente.

Sorsero inoltre le Unioni femminili, in particolare l’ “Unione femminile della guardia d’onore al Sacro Cuore  di Gesù”. Le signore, mamme e mogli, si resero disponibili a collaborare nei vari lavori che erano necessari per mantenere l’Oratorio un ambiente pulito ed accogliente; non mancavano certo di pregare ardentemente per la salvezza delle anime di tutti i fanciulli.

Altre 2 istituzioni assolutamente importanti nel’Oratorio che andava pian piano formandosi, erano: l’Istituto Professionale, per l’educazione degli operai (caratterizzante le opere salesiane, in pieno stile di Don Bosco) e l’Ufficio di Collocamento gratuito che via via andò ampliandosi diventando un vero e proprio Segretariato del Popolo, che soddisfaceva diversi bisogni, dal consulto legale alla supplica ecc.

Tra le pagine del Diario dell’Oratorio si trovò un fogliettino anonimo intestato “Ripensando” che diceva: “è meraviglioso! L’ingresso maggiore dell’Oratorio è senza porta. L’Oratorio è aperto di giorno, spalancato di notte: tutti lo sanno, eppure nessuno ne approfitta in danno nostro”.

 

L’Oratorio dunque progrediva, di anno in anno, non solo attraverso le opere fisiche, ma soprattutto per quel che riguarda le conquiste morali. Aumentava il numero di ragazzini che avevano il desiderio di accostarsi ai Sacramenti, il particolare alla Comunione, anche a costo di andare contro il volere dei genitori, contrari alla cerimonia.

Nel 1921 venne inaugurata la Statua di San Paolo, benedetta da Don Albera e destinata alla Chiesa nuova che stava pian piano sorgendo. Quell’anno, tuttavia, la comunità salesiana e i ragazzi dell’oratorio subirono un lutto grave: il 29 ottobre mancava improvvisamente don Albera. Il primo novembre era atteso per porre la prima pietra della nuova Chiesa: su quella pietra venne inciso il suo nome, in ricordo del gran bene che portò all’Oratorio.

Nel 1922 vene terminata la fabbrica che completava e compensava il lavoro già svolto dall’Istituto Professionale. In occasione della Messa di ringraziamento, don Rinaldi che presiedeva la celebrazione, disse: “l’orato rio di San Paolo dev’essere la casa di tutti. Non la politica, ma solo l’amore regni qui dentro, fra voi e per voi”. Proprio don Rinaldi, colui che aveva divinata ‘opera là dov’è tuttora posta, il 24 aprile del 1922 diventava Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana.

 

L’opera era in continua crescita: i Salesiani avevano stabilito un vero e proprio centro di vita morale e cristiana, industrioso e instancabile, come la Borgata che lo fiancheggia; e con la sola opera del sacrificio personale e della bontà educativa, ha nel giro di pochi anni trasformato una regione cittadina che ispirava timori alla società, in un paese cristiano dove si svolge normalmente la vita di un popolo che onestamente lavora.